giovedì, luglio 21, 2011

Intervista a Francesca Scotti, autrice di "Qualcosa di simile"


1.       Eccoci qui con Francesca Scotti, con la sua opera appena pubblicata: "Qualcosa di simile". Francesca, sei alla tua terza intervista; di' la verità, ti stai un po' rompendo?
 
Buongiorno Chiara e buongirno a tutti i lettori del tuo blog. Non mi sto affatto stufando, anzi. Chiacchiererei con te lungamente...ma mi sa che faremmo scappare i tuoi amici!
 
 
2.       Beh, se non ne hai ancora abbastanza di me, ti darò un aiutino: presentati in rima!
 
Ecco, sulle rime mi trovi molto impreparata! Su di me, senza poesia, ti dico che sono laureata in giurisprudenza, suono il violocello e che il Giappone è la mia patria d'elezione.
 
3.       Non ci hai perso il sonno, vero? E ora spiegaci bene come hai costruito l'impianto del tuo libro, e come ti è venuta l'idea.
 
Le idee che stanno alla base di Qualcosa di simile sono diverse perchè diverse sono le storie che lo compongono. Le tematiche però sono ricorrenti: la musica, il cibo, il Giappone, l'amicizia. Tutti elementi presenti sempre in compagnia della loro ombra, a volte inquietante. Ognuno dei dieci racconti presenta un elemento che ricompare in quello successivo, che a sua volta ne contiene uno che completa il precedente. Una sorta di indizio che il lettore può ricercare. Non è nulla di evdente o essenziale, ma credo che possa arricchire le varie storie e dare continuità.
 
4.       Ti sei ispirata a fatti realmente accaduti? Da che cosa hai preso spunto per la trama?
 
Alcune immagini sono reali, altre sono create in laboratorio! E così i personaggi, le storie. Frutto di mie suggestioni, impressioni e interpretazioni. Il punto di partenza spesso è un fatto al quale ho assistito o che mi è stato raccontato. Ma poi, la realtà, nel racconto, si perde. Ed emerge solo la storia che desidero raccontare che magari con quell'evento non ha più nulla a che fare.

5.       Questa è la tua prima opera?
 
Sì, è il mio primo "parto"...so che sai quanto sia impegnativo!

6.       Quanto tempo dedichi alla scrittura, in genere?
 
Cerco di scrivere tutti i giorni almeno un po'. Ci sono volte in cui mi limito ad aggiungere qualche virgola che poi, magari, nel corso della stessa sera, tolgo. Però quella di fare almeno una visitina nella storia che sto raccontando è un'esigenza che sento molto. Anche se tra lavoro e altri impegni non riesco a dedicarmici quanto vorrei.

7.       Credi che il tuo stile abbia subito cambiamenti negli anni?
 
Non scrivo da molto tempo quindi posso solo dirti che nel tempo, lavorando per questa raccolta con il mio editore, mi sono impegnata ad acquisire strumenti ceh mi consentissero di far emergere la mia voce. Che spero arrivi ai lettori. Quanto allo stile spero di avere presto altre occasioni per mettermi alla prova!

8.       Preferisci leggere o scrivere?
 
Non saprei. per me sono due attività strettamente collegate, la lettura è la mia linfa, alimenta me e la mia scrittura. Non riesco a scrivere senza leggere...certe volte cerco di scegliere storie attigue a quelle che vorrei raccontarti. Altre volte invece ho bisogno di contesti completamente diversi.

9.       Dove leggi o scrivi, di solito? C'è un luogo a cui sei più legata?

Scrivo in cucina, e leggo ovunque. La cucina è il mio luogo della casa preferito e non solo della mia. Anche se sono in vacanza o ospite va sempre a finire che mi rintano lì. Mi sembra un luogo vivo, pieno di storie. Dove la giornata comincia e dove, al suo termine, ci si incontra per mangiare insieme o fare due chiacchiere. Per la lettura invece è diverso, quella la pratico in ogni luogo, anche estremo!

10.    I tuoi cari hanno letto i tuoi lavori?
 
Sì, le persone alle quali sono più legata li hanno letti in anteprima.

11.    Chi ti ha incoraggiata di più?
 
La solidarietà di mio marito è stata essenziale. Il mio amico Martino Gozzi, autore feltrinelli, mi ha molto incoraggiata e aiutata lavorando con me sui racconti. E anche un altro amico sceneggiatore e scrittore Riccardo Secchi, non ha permesso che mi arrendessi davanti alle difficoltà.  Persone preziose che ringrazio infinitamente.

12.    Quale musica consiglieresti ai tuoi lettori come sottofondo?
 
Ogni racconto vorrebbe la sua musica, o anche più di una. Ad esempio, per 6 consiglio senza dubbio gli Yoshida Brothers; per  9 il sottofondo che sento è Daydream - Parte I di Giovanni Sollima.

13.    Se dovessi associare una stagione alla tua opera, quale sceglieresti?
 
Non credo che riscirei a identificarli con un'unico perdiodo dell'anno. 
Ma un'atmosfera comune ce l'hanno: quella che si respira all'inizio di ogni stagione, la magia della trasformazione, del divenire.

14.    Parlaci di te: qual è la cosa che ami fare di più in assoluto?
 
Uh, questa si che è una domanda difficile. Non credo che ci sia una cosa che preferisco più di altre, ma posso dirti che adoro sentirmi energica, nel posto giusto.Ogni tanto capita!

15.    So che anche tu hai la passione per il Giappone: quali sono il tuo manga e il tuo anime preferito?
 
Sì, la passione per il Giappone è forte. Di manga non ne ho letti molti, mi piacciono parecchio le graphic novels di Taniguchi. Per quanto riguarda gli anime, da bambina guardavo - con un misto di angoscia e curiosità - Galaxy 999...mi mette ancora i brividi!

16.    Come ti sei sentita la prima volta che hai visitato il Paese del Sol Levante? Ci andresti mai a vivere?
 
Quando sono scesa dal limousine bus che dall'areoporto di Narita mi ha recapitato all'hotel di Shibuya, è stata una folgorazione. Era già buio, ho gaurdato la città dal suo interno per la prima volta. Ero lì, ne respiravo l'odore, sentivo il suo respiro addosso. Ho capito che il Giappone custodiva una parte di me che ancora non conoscevo. Il mio obiettivo è scoprire quale! Andarci a vivere sarebbe un'esperienza molto affascinante, ma chissà...

17.    Un tuo parere su Banana Yoshimoto e Haruki Murakami.
 
Banana Yoshimoto è stata la prima scrittrice giapponese che ho letto. Tsgumi e Kitchen hanno animato le mie prime immagini dell'oriente. Poi, per molti anni, non ho più letto nulla di suo. Murakami invece l'ho portato con me durante il mio primo viaggio in Giappone: avevo con me Tutti i figli di dio danzano. Anche con lui è stato amore a prima lettura. E dopo quei racconti ho consumato avidamente tutta la sua produzione tradotta in italiano. Il mio preferito è Dance, dance, dance.

18.    Ascolti J-Pop? Guardi i J-Dorama?
 
IL j pop mi capita di ascoltarlo quando sono in Giappone, è divertente!

19.    Un film giapponese che ti è rimasto dentro?
 
Così, come primo titolo mi viene in mente Hana-bi, di Kitano. Il primo che ho visto al cinema, insieme a mio padre.

20.    Un piatto che ami?
 
questa è facile: s u s h i!

21.    Ti piacciono i cosplay e simili?

E' una forma espressiva che trovo divertente, anche se non ho mai assistito a esibizioni cosplay. 

22.    Hai letto il Genji Monogatari?
 
Anche qui impreparatissima. Confesso di non averlo letto.

23.    Cambiamo argomento: com'è essere avvocato a Milano? Com'è stato il periodo della pratica? L'esame? Che rapporto hai con il Consiglio dell'Ordine di Milano?
 
Mi permetto di farti una piccola correzione necessaria: non sono avvocato. Ho studiato giurisprudenza ma, dopo aver sperimentato un po' di mesi di pratica, ho deciso che quella professione non faceva per me. Il mio rapporto con il diritto, da molti anni, è comunque quotidiano: lavoro nell'ufficio di presidenza di un'associazione dei consumatori e collaboro con l'Università Iulm dove tengo lezioni e  seminari sulla Tutela dei consumatori e il diritto all'informazione.

24.    Che carriera consiglieresti a un giovane laureato oggi?
 
Il periodo è complicato e credo che ciascuno, vista la situazione, debba un po' inventarsi il proprio lavoro. Arrichire professioni "classiche" con aspetti personali. Per rendersi più interessanti e far sì che anche per sè il lavoro risulti più piacevole.

25.    In quale materia hai fatto la tesi e perché?
 
Mi sono laureata in Diritto pubblico dell'informazione e dell'informatica con una tesi sulla tutela della privacy dei consumatori. Mi affascinano molto gli aspetti legati alla protezione della sfera personale e le possibili intromissioni.

26.    Cosa pensi dell'Università italiana e della Gelmini?

Ritengo che un paese avanzato dovrebbe riservare a istruzione e ricerca una quota molto, molto più alta dei suoi investimenti.

27.    Come ti trovi nell'ambiente accademico?

Ho la fortuna di non essere coinvolta in dinamiche accademiche di tipo burocratico o di carriera, e quindi il mio rapporto con l'università è molto buono.

28.    Tra te e tuo marito, chi è più contento della propria carriera?
 
Direi che siamo entrambi contenti di come stanno procedendo le nostre vite professionali. Lui, oltre che ad essere un bravo avvocato, è uno straordinario docente. Spero quindi che il futuro gli riservi tanta università.

29.    Giudiziale o stragiudiziale?
 
Adr!
 
30.    Dopo tutte queste rotture di balle, mi rivolgerai ancora la parola? ;)

 Ma come, abbiamo già finito? ;)
ehi, c'è ancora qualcuno oltre a noi? 
Grazie Chiara e grazie a tutti!
 
Che fatica, eh? Ma speriamo che i nostri sforzi siano serviti! E per una volta ancora ti auguro una buona giornata!

1 commento:

Simone ha detto...

Bella lì, complimenti!

Per quanto riguarda il parlare del lavoro, ci vorrebbe un blog a parte :P

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